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COME NASCE UN’OPERA D’ARTE?

Sabato 1 Luglio e Domenica 2 Luglio ho avuto modo di vivere una stupefacente esperienza.
L’Associazione “I Colori della Gioia”, in questi due giorni, è stata presente a Valloria, ridente paesino nell’entroterra di Imperia, famoso per “le porte dipinte”.
Nel 1994 è iniziato questo percorso artistico che attira ogni anno l’attenzione dei turisti che si recano nel paese proprio per ammirare questa particolare “moda”. Infatti da allora, ogni anno, il primo weekend del mese di luglio è dedicato ai pittori che si cimentano nel dipingere le porte delle abitazioni con i soggetti più disparati.
Quest’anno, dicevamo, l’Associazione “I Colori della Gioia”, si è presentata in paese per dipingere la 158esima porta. Complice del fatto, Riccardo Bonfà, pittore associato, che si è misurato con i suoi predecessori.
Quindi, sabato mattina ci siamo presentati in Via Mazzini 10 a Valloria con vernici e pennelli. Riccardo aveva in mente di comporre una delle sue ormai famose immagini del mare, ma mentre si accingeva ad iniziare, l’occhio cade su una serie di lettere quasi cancellate dal tempo e dal sole: “SCUOLA FEMMINILE”. Mentre io parlo con Angelo Balestra, uno dei responsabili della “Pro Loco” il quale mi racconta del paese con dovizia di particolari, del Museo situato in un vecchio oratorio, dei cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, Riccardo pensa, guarda questa porta a due battenti verde, sembra che voglia prendere le misure … poi di colpo parte.
Preso da raptus, inizia a tracciare righe, non parla più, incurante delle persone che si fermano a guardarlo mentre disegna su questa porta, non risponde a nessuno, è immerso nel suo mondo.
Prende la tavolozza, intinge pennelli nei colori, mescola, diluisce, amalgama, traccia pennellate veloci, quasi come se avesse fretta di vedere la sua opera compiuta e ben presto l’immagine prende forma.
Una bambina con un grembiule nero ed una cartella in mano sale la scala che la porta in classe. Adesso Riccardo è più tranquillo, si dedica ai particolari: il sorriso dalla bambina che si volta quasi salutasse qualcuno mentre sale, il colore del muro, dei gradini, le crepe sull’alzata degli stessi, la scritta sulla porta della classe. Ogni particolare curato con attenzione quasi maniacale. Alla fine, l’opera è compiuta.
Quasi non si nota la differenza tra il vecchio muro dello stabile e quello rappresentato sulla porta che oramai non si riconosce più. Bravo Riccardo, il tuo “Ricordi d’infanzia” merita il premio a pieni voti, addirittura una signora del paese che passa per andare a casa quasi si riconosce nella bambina e ricorda che frequentava quella scuola in gioventù.
Ancora una volta, Gioia Lolli, ha saputo scegliere chi poteva rappresentare l’Associazione “I Colori della Gioia” nel migliore dei modi.


Claudio Fornero

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